Comune di Campora
Campora,

Rassegna Stampa

REPARTO DI CINEMATOGRAFIA SCIENTIFICA 
Titolo: Progetto Parco Genetico del Cilento
Realizzato il: 20 Ottobre 2001
http://www.rcs.mi.cnr.it/dettaglio.php?filmato=248

 IL DENARO

La lungimiranza di Graziella Persico

PASQUALE PERSICO


A poco più di un anno dalla scomparsa della scienziata Graziella Persico si moltiplicano i segni che testimoniano la forza e la lungimiranza delle sue ricerche.Tra queste quelle che hanno riguardato gli studi sugli isolati genetici per aumentare la conoscenza sulle cause delle malattie complesse ( Tumori, ipertensione, diabete ect.) hanno suscitato grande interesse a livello italiano ma soprattutto a livello internazionale.
Appena un anno dopo l'inizio del Progetto Parco Genetico del Cilento diversi servizi televisivi di diverse televisioni a carattere internazionale, dalla Bbc alla Cbs, vennero nel Cilento per saperne di più. In una intervista fatta a una importante rete televisiva Giapponese Graziella Persico, con grande lungimiranza profetizzò che quando i primi risultati scientifici sarebbero emersi da tutto il mondo sarebbero arrivati ricercatori per aprire nuovi scenari e nuove collaborazioni. Il Parco Genetico del Cilento e Vallo di Diano nasce nel 2001, dal "Progetto di ricerca multidisciplinare per lo studio delle popolazioni isolate" con lo scopo di identificare fattori di rischio genetico per malattie multifattoriali. Iniziato in dodici comuni del Parco Nazionale del Cilento, il progetto ha rivolto finora una particolare attenzione alle popolazioni di Campora, Gioi e la sua frazione Cardile. Questo studio parte dall'ipotesi che le condizioni di particolare isolamento geografico in cui hanno vissuto per secoli le popolazioni di questi paesi si traduca, a livello genetico, in una maggiore omogeneità della popolazione o limitata diversità allelica causata da un'elevata endogamia (matrimoni tra individui della stessa comunità) e consanguineità.
La scelta delle popolazioni isolate per lo studio delle malattie multifattoriali si basa quindi sulla possibilità di semplificare il modello genetico alla base di tali malattie. Infatti, le caratteristiche di queste popolazioni quali il ridotto numero di fondatori e l'elevata consanguineità, porterebbero ad una riduzione del numero di geni implicati nello sviluppo di queste malattie. D'altra parte, l'uniformità dello stile di vita e dell'ambiente permetterebbero di ridurre la variabilità dei fattori di rischio non genetici.
Un lungo e laborioso lavoro di raccolta dati è stato fatto per immagazzinare ed analizzare mediante la costruzione di un data-base le informazioni genealogiche, mediche e genetiche relative a tutta la popolazione di ciascun paese e necessarie per la successiva analisi genetica. Le genealogie delle popolazioni di Campora, Gioi e Cardile sono state ricostruite partendo dalla popolazione attuale e risalendo fino circa la metà del 1.600. Sono stati così generati dei pedigrees di 15-17 generazioni contenenti più di 10.000 individui strettamente collegati gli uni agli altri. Lo stato di salute della popolazione è stato accertato attraverso visite specialistiche e diverse indagini strumentali. I dati genetici, consistenti in un'analisi di tutto il genoma mediante 1122 marcatori, sono stati ottenuti per circa il 90% della popolazione di ciascun paese. La creazione di un così ampio database costituisce di per sè un importante risultato ed una preziosa risorsa per lo sviluppo della ricerca. Un primo intento del lavoro è stato di definire, mediate l'uso delle informazioni demografiche e genetiche, il numero delle linee fondatrici e l'omogeneità genetica di queste popolazioni. Il lavoro effettuato sulla popolazione di Campora ha confermato che essa rappresenta un isolato genetico di origine recente.
Dal punto di vista dell'analisi di malattie multifattoriali, il progetto di ricerca ha già raggiunto alcuni importanti risultati come l'identificazione di un nuovo locus (regione gnomica) associato all'ipertensione localizzato sul cromosoma 8 e un altro associato all'obesità localizzato sul cromosoma 1. Questi lavori hanno permesso inoltre, di confermare il coinvolgimento in queste patologie, di altre regioni del genoma che erano già state individuate in altre popolazioni.
Marina Ciullo, attuale responsabile del Progetto Isolati Genetici ha esposto questi risultati in occasione del conferimento di Borse di studio intitolate alla scienziata scomparsa.
Questi stessi risultati pubblicati su importantissime riviste scientifiche, come aveva previsto nel 2002 la scienziata napoletana, stanno attraendo numerosi ricercatori sia a Napoli che nel Cilento.
Proprio oggi , a Gioi Cardile e Campora sono presenti delegazioni dell'University College di Londra, dell'Istituto per la salute dei Bambini, sempre di Londra, e Mario Siervo clinico del MRC Human Nutrition Research di Cambridge, originario del Cilento ma riconosciuto ricercatore di valore internazionale.
Ma anche da Aberdee, Scozia, Canada e Scozia una serie di ricercatori annunciano la loro venuta.
Per loro dovremo preparare alberghi a cinque stelle o interagire con la curiosità dei giovani per aprire prospettive inusitate ai giovani del Cilento e del mondo?
In realtà il discorso dell'accoglienza riguarda altri temi, magari coinvolgere le scuole per allargare i riferimenti culturali del territorio, per allargare la visione contemporanea dello sviluppo.
Le tre ricercatrici che hanno, di recente vinto le Tre borse Di studio triennali sono già una risposta in questa direzione; ma anche tutti gli altri giovani che continuano a lavorare su questi temi utilizzando il Laboratorio Graziella Persico.
Teresa Nutile, laureata in informatica è la vincitrice della borsa di studio biennale è originaria di aree interne della Campania.
Lavora al progetto da alcuni anni durante i quali si è occupata della costruzione della struttura del database in cui sono contenute le informazioni genealogiche, fenotipiche e genetiche relative alle popolazioni di Campora, Gioi e Cardile e della gestione dei dati. Il suo progetto di ricerca riguarderà un'analisi di Data Mining dei dati raccolti per il progetto Cilento. Rossella Sorice, biologa è anch'essa vincitrice di una borsa triennale. Ha già trascorso un periodo di lavoro nell'ambito del progetto Cilento durante il quale si è dedicata allo studio delle metodologie di epidemiologia genetica più adatte all'analisi di popolazioni isolate. Il progetto di Rossella Sorice riguarda l'analisi di malattie multifattoriali correlate al sistema cardiovascolare: diabete di tipo II, sindrome metabolica, patologie cardiovascolari.
Daniela Ruggiero: laureata in biologia, cilentana, cittadina del Parco Genetico è vincitrice di una borsa di studio triennale. Ha già trascorso un periodo di lavoro nell'ambito del progetto Cilento durante il quale si è dedicata allo studio delle metodologie di epidemiologia genetica più adatte all'analisi di popolazioni isolate
Daniela Ruggiero si dedicherà allo studio di patologie e tratti quantitativi correlati all'angiogenesi ( processo relativo alla formazione di nuovi vasi) con particolare attenzione all'analisi di due fattori proteici Vascular Endothelial Growth Factor (VEGF) e il Placental Growth Factor (PlGF).
Queste proteine sono coinvolte nel processo di angiogenesi che si verifica sia in condizioni fisiologiche, come durante lo sviluppo embrionale e la riparazione delle ferite, che in condizioni patologiche, crescita tumorale e processi infiammatori.
Proprio questi ultimi studi stanno attraendo anche centri di ricerca di importantissime aziende impegnate in settori delle biotecnologie e farmaceutiche, di diverse parti del mondo basti pensare a Trhombogenics, Geymonat, Eurogentec, Roche.
Ebbene anch'esse verranno a fine mese a Napoli e poi nei Comuni del Parco Genetico del Cilento e con i loro rappresentanti, un folto numero di ricercatori di ogni nazione, non chiederanno alberghi a cinque stelle, ma nuove attività per la ricerca e nuovi incontri di reciprocità; il territorio diventerà più grande e più accogliente.
La profezia e la lungimiranza invitano tutti a nuove responsabilità, impegnarsi per un futuro possibile deve essere un dovere per le classi dirigenti che si apprestano a parlare di sviluppo e di politiche per lo sviluppo. La ricerca potenziale in diverse direzioni nel Cilento è enorme come ha dimostrato il furore di una scienziata sfortunata e fortunata allo stesso tempo.
Lei non è arrivata tardi ma è arrivata nel tempo giusto ed ha aperto scenari incredibili fino a qualche anno fa, non prendiamo la scorciatoia del turismo come unica prospettiva valida, allontaniamo le ricette stupide ed impegniamoci a seguire quelli che ci aiutano ad avere il pensiero lungo.
In molti altri settori geologia, botanica, zoologia, ecologia, agronomia, nutrizione, salute, arti, molti altri ricercatori, con lo stesso furore di Graziella ,aprono ogni giorno scenari di nuova reciprocità e moltiplicano laboratori strategici della conoscenza, saperli riconoscere ed interpretarli non è oggi un compito di pochi ma una responsabilità di molti.

del 15-03-2008 num. 050

IL DENARO

In Cilento uno studio sull’ipertensione

5 maggio 2007

Uno studio sul patrimonio genetico cilentano i cui risultati saranno trasferiti in applicazioni pratiche per la cura delle principali malattie ereditarie. Questa la mission del progetto “Parco genetico del Cilento e Vallo di Diano”, iniziativa che ha ripreso le attività di ricerca sul territorio a Sud di Salerno, con il coordinamento del nuovo responsabile scientifico, Marina Ciullo.

di Basilio Puoti
Offrire alla comunità scientifica i risultati dello studio sul patrimonio genetico cilentano per trasferirli in applicazioni pratiche per la cura delle principali malattie ereditarie. Questa la mission del progetto “Parco genetico del Cilento e Vallo di Diano”, avviato nel 2001 per iniziativa di Graziella Persico, prematuramente scomparsa lo scorso febbraio.

continua


La Repubblica

13 agosto 2006

Il piccolo centro nel salernitano è rimasto isolato fino a 50 anni fa
Gli abitanti sono tutti parenti e così gli studi genetici sono più facili

Il paesino dove si studia il Dna
Campora trasformato in un laboratorio

Il progetto del Cnr di Napoli ha portato passi importanti nell'analisi dell'ipertensione

Il paesino dove si studia il Dna<br>Campora trasformato in un laboratorioCAMPORA (Salerno) - Manca poco che il microscopio e le provette siano sistemate nella piazza del paese. Campora, un centro in provincia di Salerno, è diventato uno dei laboratori migliori per studiare le malattie genetiche.
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Una veduta di Campora


IL DENARO

 genetica
AL VIA LA CAMPAGNA DI ADESIONI DELL’ASSOCIAZIONE PRESIEDUTA DA PASQUALE PERSICO PER AIUTARE IL PARCO GENETICO

Cilento, una onlus per sostenere la ricerca

La onlus Parco Genetico, associazione senza scopo di lucro, avvia la sua prima campagna promozionale per sostenere le attività del Progetto di ricerca scientifica “Parco Genetico del Cilento e Vallo di Diano”. Questo progetto si sta svolgendo in alcuni comuni cilentani con un lavoro preziosissimo e difficile per la lotta contro le principali malattie ereditarie.

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IL DENARO

 genetica  
LE COMUNITà CILENTANE AL CENTRO DELL’ATTENZIONE INTERNAZIONALE. PARLA PASQUALE PERSICO, PRESIDENTE DELLA ONLUS PARCO

In quattrocento sulle tracce del Dna

di Maria Antonia Iannantuoni
Il Parco genetico del Cilento e Vallo di Diano cresce a livello internazionale: il progetto di ricerca multidisciplinare per lo studio delle popolazioni isolate, promosso dall’Istituto di Genetica e Biofisica “A. Buzzati-Traverso” (Igb, Cnr) di Napoli in collaborazione con l’Ente Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano, punta alla realizzazione di un “archivio genetico” di alcune comunità locali, con una documentazione che, in molti casi, risale al 1600.

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INTERVISTA

"Viviamo solo di entusiasmo"

La ricercatrice citata nel discorso

FULVIO MILONE

NAPOLI

«Eccomi qui, ricercatrice a 980 euro al mese e senza tredicesima, con il contratto che scade a maggio: precaria, ma entusiasta del mio lavoro». E' stato un inizio 2007 speciale per la dottoressa Enza Colonna, 30 anni, di origine lucana ma residente da 12 anni a Napoli, impiegata al Cnr.

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Corriere della Sera

28 maggio, 2006Sezione: biologia genetica - Pagina: 054

Ipertensione Scoperta in un paese del Cilento la predisposizione

Il gene che alza la pressione

U n nuovo tassello va a inserirsi nel complesso identikit della pressione alta, malattia che riconosce in causa molti fattori, anche genetici. Un frammento che viene dal passato, dallo studio di una popolazione decimata dalla peste del ' 600 che poi ha conservato un' identità genetica molto simile, frutto di un secolare isolamento dal resto del mondo. Grazie a questo particolare assetto del patrimonio ereditario, ricercatori dell' Istituto di genetica e biofisica "Adriano Buzzati Traverso" di Napoli hanno scoperto un nuovo "locus" genetico responsabile dell' ipertensione. Lo studio è avvenuto analizzando il Dna dei 600 abitanti del paesino di Campora, situato nel Parco del Cilento e del Vallo di Diano, zona che, per il suo isolamento, da anni è stata messa sotto osservazione dagli scienziati che si occupano di genetica. In pratica, nei 173 malati di pressione alta è stata rilevata una zona caratteristica nel cromosoma 8, che sta a indicare una predisposizione genetica alla patologia. «Lavoriamo a questo progetto da 4-5 anni, mettendo insieme un database sulla genealogia dell' "isolato genetico", come viene definito in termini scientifici - dice Maria Grazia Persico, ricercatrice dell' IGB-CNR di Napoli, responsabile del progetto. - Per noi genetisti questo è un modello importante per identificare i geni responsabili di malattie complesse come la pressione alta. Nel caso specifico, dopo aver svolto i normali accertamenti clinici per identificare gli ipertesi, abbiamo fatto la caratterizzazione del Dna per identificare il tratto che è identico in tutte le persone con questa patologia. Abbiamo così trovato un locus specifico, un frammento di Dna abbastanza grande e stiamo scendendo al livello del gene». La scoperta del nuovo gene per la predisposizione all' ipertensione quali risvolti pratici può avere? «Intanto, aggiungendosi a tutti gli altri geni identificati, contribuisce a farci capire meglio l' origine della malattia - continua la genetista - rinforzando l' importanza della predisposizione genetica al di là dei fattori comportamentali come abitudine al fumo, consumo di alcol, obesità. Sul lungo periodo potrebbe essere inserito come uno dei marcatori da seguire per la predisposizione all' ipertensione attraverso l' esame del Dna». Guido Tanganelli



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