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Emigrazioni

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Il fenomeno dell'emigrazione raggiunse Campora, come tutti gli altri comuni dell'Italia meridionale, in concomitanza con le grandi depressioni economiche del Paese. L'impossibilità del capostipite di dar lavoro e pane a tutti i membri della famiglia, costrinse questi ultimi a cercare lavoro all'estero.

La prima grande ondata di emigrazioni si verificó dopo l'unità d'Italia con la crisi del Mezzogiorno.

Le destinazioni piú promettenti in termini di lavoro erano Stati Uniti, Brasile ed Argentina. Molti emigrati rimpatriavano, dopo esser riusciti a metter da parte il tanto che bastava per poter vivere dignitosamente, il che significava decenni di duro lavoro.

Molti altri riuscirono ad integrarsi nel Paese che li ospitava e rimasero; parecchi si sposarono per procura, con l'aiuto e l´intercessione dei parenti, e la futura moglie, senza conoscere nè il marito, nè il Paese di destinazione, si avventurava in un viaggio spesso senza ritorno.

L'America divenne una promessa di vita migliore e piú di un camporese sognava già da piccolo di poter partire in quel nuovo mondo, di cui gli adulti tanto parlavano.
Cosicché dopo quella prima ondata di pionieri, gli altri camporesi partirono a scaglioni a seconda delle necessitá e delle possibilitá, ma per lo meno molti di loro avevano, grazie ai loro predecessori, un indirizzo dove andare.
Un altro ingente numero di emigrati lasció l´Italia dopo il crollo della Borsa di New York nel 1929, che  colpí non solo gli Stati Uniti ma di riflesso tutti i mercati europei.
Alcuni camporesi, giá rimpatriati con la speranza di poter vivere decentemente con i soldi guadagnati nel primo viaggio, si videro costretti ad espatriare per la seconda volta dopo che i loro risparmi sparirono nel giro di pochi giorni con la svalutazione di quegli anni.
Dopo la seconda guerra mondiale, agli inizi degli anni ´50, si aprirono nuove possibilitá di lavoro nell'Europa del nord, cosí si preferí emigrare in Germania, in Svizzera ed in Francia invece che nelle lontane Americhe.
Negli ultimi decenni anche l'Italia del Nord offriva nuove prospettive di lavoro ed una piú efficiente infrastruttura sociale, cosicché Campora si ridusse ad una popolazione che oggi conta solo 563 abitanti, tra cui la maggior parte anziani.
Per chi fosse interessato ad avere informazioni sui camporesi emigrati negli Stati Uniti durante gli ultimi secoli puó consultare il database di:  www.ellisisland.org.

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